Glossario Yoga

 

Glossario Yoga dei termini sanscriti 

Abhyasa: Secondo gli Yoga Sutra è l’impegno costante per raggiungere lo stato di calma mentale, realizzazione che si ottiene solo con la pratica e non per una mera conoscenza teorica.

Abhinivesha: è uno dei cinque Klesha (cause di sofferenza psicologica o fisica) elencati da Patanjali. E’ l’attaccamento alla vita, quindi la paura della morte.

Acarya: Maestro, colui in grado di insegnare la via, sadhana, verso la liberazione e verso il superamento dell’ignoranza spirituale (Avidya).

Advaita: Non duale. E’ di solito riferito al Vedanta non duale di Sankara (circa 800 d.C.). Secondo questo punto di vista filosofico la dualità non esiste, o meglio è un’illusione generata da Maya, in quanto l’unica Realtà è il Brahman, quindi Tutto è Uno.

Agni: Fuoco. E’ uno dei cinque elementi (→bhuta). Si collega al colore rosso e al bija mantra RAM. La sua sede è il Manipura chakra.

Agnisara-dhauti: Purificazione con il fuoco. Tecnica dello Hatha Yoga praticata per eliminare infiammazioni e disturbi degli organi addominali e aumentare il fuoco digestivo. L’azione sottile si manifesta sul terzo chakra (Manipura).

Ahirbudhnya: Mitico serpente degli abissi. Rappresentazione delle forze cosmiche della fertilità.

Ajapa Mantra: E’ il mantra non recitato, coincide col semplice atto del respirare. L’anima lo ripete inconsapevolmente fin dal momento della nascita.

Ajna: → Chacra

Akasa: Etere, Spazio (→bhuta). Nel Tantra indica uno dei cinque elementi grossolani. La sua sede è il Vishudda  chacra. Si collega al colore dell’acqua e al bija mantra HAM.

Amrita (Amrta): Ambrosia. Secondo la mitologia Indù la bevanda dell’immortalità degli Dei.

Anahata: → Chacra

Ananda: Beatitudine. Riferita allo stato di grazia dell’anima. La suprema felicità che lo yoghi vive nel samadhi (la realizzazione del Sé).

Anandamayakosha: →Kosha

Annamayakosha: →Kosha

Anga: “Membro”, indica la suddivisione  in parti del percorso del Raja Yoga di Patanjali. Gli Anga sono otto e rappresentano il graduale percorso di sviluppo interiore che conduce il Sadhaka verso la Realizzazione del Sé, il Samadhi: 1) Yama 2) Niyama 3) Asana 4) Pranayama 5) Pratyahara 6) Dharana 7) Dhyana 8) Samadhi.

Apana:  → Vayu

Aparigraha: Uno dei cinque Yama, le regole da seguire per creare l’armonia con il mondo esterno. Significa “non possesso” e indica l’attitudine di distacco da ogni attaccamento al possesso di beni o persone. Più cerchiamo di controllare la nostra vita, infatti,  più ci stacchiamo dalla grazia Divina.

Apas: Acqua (→bhuta). Nel Tantra indica uno dei cinque elementi grossolani. Ha sede nello Svadhisthana chakra. Si collega al colore bianco e al bija mantra VAM.

Apasmara: Demone nano che impersona l’ignoranza umana. E’ rappresentato coricato ai piedi di Siva Nataraja.

Aprakasha Mudra: Mudra segreto della tradizione Tantrica che ha lo scopo di agire su di un particolare centro del cervello al fine di eliminare l’illusione che ci impedisce di vedere il Reale.

Arjuna: L’eroe della Bhagavad Gita che incarna l’ideale del vero discepolo (Sadhaka).

Asana: Posizione del corpo usata nell’Hatha Yoga (→) per ammaestrare e purificare corpo e mente e preparali alle pratiche meditative del Raja Yoga. I benefici ottenuti dalla pratica degli asana sono numerosi e non sono solo fisici; la loro pratica permette, infatti, di calmare il sistema nervoso e renderlo quindi pronto alla pratica della meditazione.

Asmitaa: una delle cinque afflizioni (Klesha), che sono causa delle sofferenze, elencate negli Yoga Sutra. Il suo significato è: egoismo. Quando la mente è succube di questo veleno mentale pensa e agisce solo in funzione del suo piccolo tornaconto, creando in tal modo le condizioni dell’isolamento psicologico e quindi della sofferenza.

Astanga Yoga: Raja Yoga, lo yoga classico di Patanjali, che tramite il percorso di otto (astanga) passi graduali e interconnessi, conduce il sadhaka dallo stato di avidya alla realizzazione del Sé.

Asteya: Non rubare. Uno dei cinque Yama.

Asura:  demone. In senso ampio questo termine indica lo stato di coscienza di tutti quegli uomini interessati solo al proprio tornaconto egoistico, che vivono seguendo i propri impulsi violenti.

Asvini Mudra: “Gesto della giumenta”. Tecnica praticata per il risveglio dell’energia Kundalini e per la detossicazione dell’intestino.

Atman: Il Sé, l’anima. La scintilla spirituale oggetto della ricerca interiore dello Yoghin.

Aurobindo: Maestro nato nel 1872 a Calcutta. Insegnò il Purna-Yoga, che è l’unione di tre vie: Jnana-Yoga, Bhakti-Yoga e Karma-Yoga.

Avatara: deriva dalla radice sanscrita Ava-tri, discesa. E’ la discesa nella carne umana del Divino. Queste incarnazioni Divine sono rare e quando avvengono, seguono un piano cosmico che ha l’obiettivo di portare messaggi utili al risveglio spirituale del genere umano. Uno dei più conosciuti e amati è Krisna.

Avidya: Ignoranza della vera natura del Sé, causa dell’identificazione dell’anima con il solo veicolo fisico.

Bhakti Yoga: E’ uno dei sentieri che conducono alla liberazione dal Samsara (il continuo ciclo di morti e rinascite), basato sulla devozione amorosa verso il Divino. L’amore verso Dio è espresso dal devoto con la ripetizione del Mantra, l’adorazione della Murti (→), il servizio devozionale e varie cerimonie dal profondo valore simbolico.

Bandha: Nell’hatha yoga si pratica tramite una contrazione muscolare di una determinata parte del corpo associata al controllo del respiro (pranayama), determinando una specifica azione nella circolazione delle energie sottili.

Bhagavan: Il Signore Krishna (→).

Bhuta: 1. Principio elementare alla base della creazione. I bhuta, secondo il sistema filosofico Samkhya, sono cinque: terra, acqua, fuoco, aria, etere. 2. Spettri, spiriti maligni erranti ai quali anticamente venivano presentate offerte per placarne l’ira.

Bija: Mistico suono (Bija Mantra) usato per evocare il potere dell’energia cosmica (Sakti).

Brahman: La Coscienza Cosmica impersonale che permea l’intero Universo.

Brahmastra: “Il proiettile di Brahma”. Arma mentale scagliata tramite la ripetizione di un mantra.

Chakra: I sette centri di coscienza ed energia del corpo sottile: Muladhara, Svadhisthana, Manipura, Anahata, Vishudda, Ajna, Sahasrara. Considerati nella fisiologia Yoga le sedi dell’energia cosmica (Sakti). Sono disposti lungo l’asse della colonna vertebrale e rappresentano la controparte sottile dei rispettivi plessi nervosi.

Daksinachara: Uno dei due sentieri del Tantra Yoga, quello che segue un’interpretazione metaforica della sua dottrina e che applica quindi un rituale più introspettivo per il raggiungimento dell’unione con l’Assoluto.

Dharma: La legge universale che conduce al sommo bene, che ogni jiva (anima) deve seguire per potersi ricongiungere con lo Spirito Supremo da cui deriva.

Durga: La Dea chiamata anche Parvati, “l’inaccessibile”, come la vetta più alta delle montagne. E’ una delle figure divine più importanti nell’Induismo. Consorte di Siva, di cui rappresenta l’energia creativa (Sakti), Durga raffigura anche il sonno profondo di Visnu (Yoga Nidra).

Dwapara Yuga: → Yuga

Ganesha: Il Dio dalla testa di elefante. Figlio della Dea Durga e di Siva, Egli è simbolo di saggezza e di prosperità. Garuda: L’aquila, il mitico veicolo di Visnu.

Gayatri: Antichissimo mantra vedico: “tat savitur varenyam bhargo devasya dhimahi dhiyo yo nah pracodayat”.

Guna: Le qualità della natura materiale. Nel Samkhya indica il modo o l’aspetto fondamentale della materia nel mondo fisico, mentale e spirituale. Queste qualità s’identificano con: Tamas, che indica l’oscurità e l’inerzia nell’aspetto più grossolano; Rajas, che indica l’energia, il movimento nell’aspetto più sottile; Sattva, che indica coscienza, intelligenza e luminosità.

Guru: Il più alto Maestro che conduce dal buio alla luce. L’essere che ha realizzato il divino sapere. Colui che, attraverso la sadhana (→) e la grazia, conduce il discepolo alle più alte realizzazioni interiori.

Hamsa: Cigno, oca selvatica. In realtà questo termine è pregno di un profondo significato; è composto  delle sillabe HAM e SA legate astralmente al nostro respiro.  La prima corrisponde al suono dell’inspirazione e la seconda corrisponde al suono dell’espirazione. Il significato in sanscrito di ham sa è “io sono Lui”.

Hatha yoga: metodo graduale psico-fisico che, nella sua accezione più alta, con l’utilizzo di svariate tecniche fisiche e mentali, si prefigge l’obiettivo di aiutare lo yogi a raggiungere la realizzazione neutralizzando l’azione antagonista delle due correnti vitali di prana e apana.

Ida: → Nadi

Ishwara: Negli Yoga Sutra definito come Il Principio Cosciente (purusha). Il Signore assoluto perennemente libero dalla prigionia della creazione materiale (prakriti).

Ishwara Pranidhana: Dedizione totale al Signore. E’ l’ultima delle cinque osservanze impartite nel Raja Yoga. Con essa lo yogi impara ad indirizzare la propria emotività verso il fine supremo.

Jnana Yoga: Yoga della conoscenza. Comunione con Dio tramite lo studio e la conoscenza. La disciplina interiore che porta alla liberazione, conducendo l’uomo alla realizzazione del sé, grazie alla consapevolezza della propria identità spirituale. Non è questa semplice conoscenza intellettuale ma realizzazione profonda dei più elevati concetti filosofici.

Kaivalya: Lo stato di liberazione da ogni condizionamento materiale. Consapevolezza di Prakriti come natura materiale e di Purusha come sostanza spirituale.

Kali:  Una delle Divinità più amate in India. Spesso è adorata nei luoghi di cremazione per accogliere i suoi devoti; la morte è, infatti, vista come il suo potere capace di dare libertà e pace. Kali rappresenta la Sakti (energia) di Siva , il potere creativo dello spirito non manifesto. Creazione, preservazione, distruzione sono i suoi poteri manifesti. Nonostante il suo aspetto terrifico Kali è adorata anche come la Divina Madre in quanto rappresenta la forza creativa primordiale, è Madre dell’universo e di tutti gli esseri umani. il suo colore è il nero in quanto la creazione all’inizio non aveva forma ed il nero rappresenta l’assenza di forma.

Kali Yuga: → Yuga

Karma: Azione.  Il karma è la causa oggettiva di nascita e morte. E’ il frutto di tutte le nostre azioni passate presenti e future che determinano il corso e l’esito del nostro destino. Nell’induismo un Guru può prendere su di sé il karma dei suoi discepoli per aiutarli ad accelerare il loro progresso spirituale. Gli antichi testi parlano di tre tipi di karma: sanchita karma è ciò che con le nostre azioni stiamo accumulando e che raccoglieremo nella prossima vita; prarabdha karma è ciò che raccogliamo in questa vita a causa di azioni passate; infine kriyamana karma sono le azioni che compiremo in futuro. Vi sono, inoltre, altri due tipi di Karma: personale e di massa.

Karmica: deriva da Karma

Klesha: semi germinativi dell’inconscio che. emergendo determinano sofferenze e disturbi psicologici. Uno degli scopi dello Yoga è la distruzione di queste predisposizioni negative della mente, per poterla distaccare dai condizionamenti inconsci. Sono cinque: 1) Avidya, ignoranza della propria natura, 2) Asmitaa, egoismo, 3) Raga, attrazioni, 4) Dvesa, repulsioni, 5) Abhinivesha, attaccamento alla vita.

Kosha: Involucro. I Kosha sono cinque: Annamayakosha (involucro fisico), Pranamayakosha (involucro energetico), Manomayakosha (involucro mentale), Vijnamayakosha (involucro intuitivo), Anandamayakosha (involucro spirituale), e rappresentano i gusci vibrazionali che avvolgono l’anima condizionata da avidya (→) e le impediscono di realizzare l’unione con il Brahman.

Krishna: E’ una delle figure divine più adorate in tutta l’india. Una grande Incarnazione Divina (Avatar) di Visnu. Scomparso dalla terra nel 3.101 a.C., questa la datazione tradizionale che segna l’inizio del Kali Yuga, l’era più oscura del mondo.

Ksatriya: Una delle quattro caste Indù. E’ la casta dei guerrieri.

Kumbhaka: Nell’Hatha Yoga è lo stato di ritenzione del respiro. Una tecnica di controllo del soffio vitale (pranayama): si tratta dell’arresto temporaneo del respiro mantenendo l’apparato respiratorio in uno stato d’immobilità e di quiete per un determinato periodo. Il vero Kumbhaka è però quello che s’instaura spontaneamente a seguito della disciplina yoga.

Kundalini Yoga: Secondo gli antichi testi di Tantra, il kundalini yoga è il metodo preposto a risvegliare l’energia latente che risiede nel muladara chacra, alla base della colonna vertebrale, facendola risalire fino al centro più alto il sahasrara chacra. Il risveglio della kundalini libera la coscienza dai sensi e dagli attaccamenti terreni unendo l’io individuale con l’Io Universale nel beato stato del samadhi.

Mahayogi:  Grande Yoghi in termini di realizzazione, levatura spirituale.

Mahasamadhi: Il grande Samadhi, l’uscita cosciente e volontaria dal corpo al momento della morte. Solo uno Yogi altamente evoluto può realizzarlo.

Mahisha: demone mitologico.

Manipura: → Chacra  

Manomayakosha: →Kosha

Mantra: formula verbale dal profondo potere vibrazionale in grado di modificare la struttura mentale e la coscienza di colui che la recita, purificandole dai condizionamenti. Deve essere appresa direttamente da un maestro.

Maya: Illusione Cosmica. Il velo che separa l’individuo dalla realizzazione del suo vero sé. Il potere dell’illusione che impedisce agli esseri incarnati di vedere la realtà.

Mayadevi: La Dea Maya (→).

Moksa: → Kaivalya. Liberazione dai legami del mondo, intesa come il fine ultimo dell’esperienza yogica.

Mrtyu: Morte. I Veda, gli antichi sacri testi, parlano di 101 tipi di morte; solo quella per vecchiaia è considerata naturale. La morte nella filosofia Indù è comunque considerata come un evento ripetitivo, un processo necessario volto all’evoluzione spirituale dell’anima, con la prospettiva della realizzazione del sé (moksa) che porrà fine al ciclo delle rinascite (samsara).

Mudra: Specifica posizione delle mani o del corpo. Attraverso il mudra lo yoghi diviene veicolo di particolari forze mistiche. Muladhara: → Chacra

Murti: Sacra rappresentazione di Dio.  Nel Bakti Yoga è usata  per veicolare la presenza del Divino stesso e permettere al devoto di entrare in comunione profonda con la Coscienza Cosmica.

Nadi: Termine tantrico che indica i sottili canali attraverso i quali l’energia scorre nel corpo. Secondo la Siva-samhità sono in numero di 300.000.

Namasmarà: Consapevolezza di Dio attraverso la ripetizione del suo santo nome.

OM: → Mantra

Pancha-bhuta: cinque elementi. → Bhuta.

Pancha-dharana: concentrazione sui cinque elementi (terra, acqua, fuoco, aria, etere) e sulle zone del corpo connesse con essi.

Paramahatman: → Brahman.

Paramsiva: Supremo Siva.

Parvati: → Durga.

Patanjali: Rishi Illuminato vissuto intorno al secondo secolo a.C., autore degli Yoga Sutra, il testo fondamentale del Raja Yoga.

Pingala: → Nad.i

Prakriti: La Natura Materiale. Essa è detta Nartaky, la danzatrice cosmica che, nell’atto della creazione, danza di fronte al Purusha, lo Spirito Immanifesto.

Pramathà: I tormentatori. Demoni e spiriti terrificanti menzionati nelle antiche scritture vediche.

Prana: → Vayu.

Pranamayakosha: →Kosha.

Pranava:  Indica il Mantra OM, la vibrazione dell’energia cosmica udita nella profonda meditazione.

Pranayama:  Controllo dell’energia vitale raggiunto anche attraverso il controllo del respiro.

Pratyahara: Il ritiro della mente dai sensi raggiunto dallo yogi durante la profonda meditazione. Con il pratyahara lo yogi, non più disturbato dalle sensazioni sensorie, può sperimentare la beatitudine dell’Atman.

Preta: anime disincarnate che vagano in determinati luoghi.

Prithivi: La terra. Uno dei cinque bhuta  (→).

Purusha: →Prakriti

Raja Yoga: Lo yoga regale delineato da Patanjali negli Yoga Sutra. Attraverso il percorso mentale del Raja Yoga si superano i condizionamenti della mente ipnotizzata da avidya (→) e si sperimentano le beatitudini del Samadhi (→).

Rajas: → Guna

Rishi: Antichi saggi ai quali fu rivelata intuitivamente la letteratura Vedica.

SadGuru: Il Vero Guru. La sua voce è intuitivamente udita nella meditazione quando la coscienza del sadhaka si purifica dalle contaminazioni di avidya.

Sadhana: Il sentiero spirituale. La disciplina insegnata da un Guru ai suoi discepoli, al fine di raggiungere la liberazione dall’ignoranza (avidya).

Sahasrara: → Chacra.

Samadhi: Enstasi. L’unione dell’atman (anima) con il Paramahatman (spirito). Il raggiungimento  supremo della sadhana (sentiero spirituale).

Samkhya: Una delle sei concezioni filosofiche (darsana) Indù. Il suo pensiero si basa sull’indagine e sull’identificazione del dualismo fondamentale dell’esistenza : Prakriti, causa prima dell’universo e Purusha, il puro spirito.

Samsara: Il ciclo continuo di nascite e morti cui è sottoposta l’anima soggiogata da avidya (ignoranza spirituale).

Samskara: Tendenze latenti della mente inconscia, immagazzinate sotto forma di semi pronti a germogliare, che la pratica Yoga tende a neutralizzare, liberando così la mente dalla sua schiavitù.

Sat, Cit, Ananda Sattva: → Guna

Satya Yuga: → Yuga

Savitri: O Surya. Il sole, inteso come il potere che sta dietro e che sostiene  all’astro.

Shakti: Energia divina.  La creazione è sua opera e la forza illusoria di Maya è una sua manifestazione. Lo yogi entrando in contatto cosciente con questa energia può ripercorrere a ritroso l’atto della creazione e ricongiungersi con la sua divina origine.

Shakti Kundalini: L’energia divina misticamente nascosta nel muladhara chakra, che il tantra yoga mira a risvegliare.

Shatkarma: Le sei pratiche dello Hatha Yoga che hanno lo scopo di purificare il corpo dalle impurità. Nell’Hatha Yoga pradipika si afferma che esse andrebbero praticate prima degli altri esercizi (asana, paranayama ecc.). Il loro utilizzo è però inutile per chi ha già raggiunto un buon equilibrio fisico.

Siddha:  Precettore Spirituale, Guru. L’adepto che ha raggiunto la perfezione nella pratica dello  yoga, che ha conquistato le otto facoltà sovrannaturali (piccolezza, grandezza, leggerezza, raggiungimento, volizione, dominio, supremazia, comando sui cinque elementi) che lo pongono al di sopra della materia (mondo materiale). Egli conoscendo tutte le leggi invisibili della materia, è in grado di dominarla, di controllarla e di cambiarla a volontà.

Siddhastali: Un contenitore magico dal quale un Siddha può trarre qualunque tipo di oggetto.

Siddhisvara: Il Signore di tutti i poteri.

Siva: Signore degli yogi, esempio divino della loro sadhana. Immagine divina adorata da asceti e yogi.

Smriti: La Memoria.

Surya Namaskar: Saluto al sole. Esercizio dello Hatha Yoga, composto da dodici posizioni eseguite in abbinamento a determinate respirazioni e con il canto di particolari mantra. La sua pratica rende sano ed elastico il corpo, preparandolo agli altri esercizi fisici e mentali.

Sushumna: → Nadi.

Sutra: brevi aforismi della letteratura sacra, pregni di saggezza. La contemplazione del loro intimo significato, e non la sola lettura superficiale, porta alle più alte realizzazioni.

Svadhisthana: → Chacra.

Tamas: → Guna.

Tantra Yoga: Insieme di tecniche yogiche per il controllo dell’energia che conducono alla liberazione. Rientrano nel Tantra lo Hatha Yoga, il Kundalini Yoga, il Laya yoga e il Mantra Yoga.

Tapas: Fuoco della ricerca. Descritto da Patanjali negli Yoga Sutra, indica l’insieme di discipline che lo yogi pratica sotto la direzione del maestro, al fine di purificare se stesso dalle contaminazioni di prakriti. Assieme  a Swadyaya e Iswara Pranidhana, costituisce il Kriya Yoga d Patanjali.

Tirtha: Passaggio. Luoghi  mistici dal potere vibratorio molto forte, capaci quindi di aiutare il pellegrino a raggiungere nuovi stati di coscienza.

Treta Yuga: → Yuga.

Vairagya: Distacco. Nasce spontaneamente nella coscienza dell’aspirante yogi quando questi inizia a comprendere l’irrealtà del mondo fenomenico.

Vaishnava: Seguace di Visnu.

Vamachara: Uno dei due sentieri del Tantra Yoga, quello così detto della mano sinistra. Predica l’atto sessuale rituale (Maithuna) come forma di ascesi, e per questo è subito diventato famoso in occidente, che però non ne ha compreso il profondo significato. A causa delle sue implicazioni morali non è più insegnato da alcun vero maestro.

Vayu: Soffi vitali. Indica le cinque correnti vitali che scorrono nel corpo e ne sostengono la vita: prana, apana, samana, vyana e udana. Con la pratica dello yoga il sadhaka impara a percepire e veicolare queste energie.

Vijnamayakosha: →Kosha.

Vishuddha: → Chacra.

Visnu: La divinità che si occupa del mantenimento del dharma nell’universo. Per far questo Egli si incarna ciclicamente negli Avatar, le sue divine manifestazioni.

Viveka: La discriminazione. La capacità di vedere la realtà qual è, non offuscata da avidya (→).

Yoga: Il graduale percorso fisico e mentale che conduce l’uomo alla conoscenza di se stesso.

Yuga : Le ere ricorrenti che determinano, attraverso l’influenza magnetica astrale, il graduale risveglio degli uomini dall’illusione cosmica. Sono quattro: Kali Yuga, Dvapara Yuga, Treta Yuga, Satya Yug

Testi citati: Bhagavad Gita; Brahmabindu Upanishad; Brhadaranyaka Upanishad; Geranda Samitha; Isa Upanishad; Maitri Upanishad; Satapatha Brahmana; Srimad Bhagavatam; Yoga Vasistha.

Bibliografia

La Coscienza del ciliegio – Walter Froldi. Ed Erga
Enciclopedia dello Yoga – Stefano Piano. Edizioni Promolibri
Dizionario dell’Induismo – M. Stutley.  Ubaldini Editore